venerdì 26 marzo 2010

Dipendenza da gioco

1. Il gioco d'azzardo patologico è considerato come una vera e propria forma di “dipendenza senza droga”. Sono presenti quattro sintomi fondamentali:
  • Coinvolgimento sempre crescente nel gioco d'azzardo 
  • Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato 
  • Irrequietezza e irritabilità quando si tenta di giocare meno o di smettere 
  • Il soggetto ricorre al gioco come fuga da problemi o come conforto all'umore disforico (ad esempio, senso di disperazione, di colpa, ansia, depressione)
Quando perde il soggetto ritorna spesso a giocare per rifarsi
  • Il soggetto mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco
  • Il soggetto compie azioni illegali per finanziare il gioco.
  • Il soggetto mette a rischio o perde una relazione importante, un lavoro, un'opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco.
  • Confida negli altri perchè gli forniscano il denaro necessario a far fronte a una situazione economica disperata, causata dal gioco.
2. Il dott. Custer ha identificato sei diverse tipologie di giocatori:
  • Giocatori professionisti : si mantengono con il gioco d'azzardo che per loro è una professione. Non sono dipendenti dal gioco. 
  • Giocatori antisociali: attraverso il gioco d'azzardo ottengono denaro in maniera illegale; giocano con carte segnate o sono coinvolti in corse truccate. 
  • Giocatori sociali occasionali: giocano per divertirsi e per socializzare ed il gioco non interferisce con la loro vita. Vengono anche definiti Giocatori Sociali Adeguati. 
  • Giocatori sociali “seri” o costanti: investono tempo nel gioco che per loro rappresenta la principale forma di relax e di divertimento; sono in grado di mantenere il controllo sulla loro attività di gioco e non trascurano lavoro e/o famiglia. 
  • Giocatori per “fuga” e per “alleviamento” senza sindrome da dipendenza : riescono tramite il gioco ad alleviare sensazioni di ansia, depressione, solitudine e noia; più che una risposta euforica il gioco è per loro un potente analgesico che aiuta a non pensare alle difficoltà. Pur non essendo giocatori compulsivi, vengono anche definiti Giocatori Inadeguati senza Sindrome da Dipendenza. 
  • Giocatori Compulsivi con Sindrome da Dipendenza: non hanno più il controllo del gioco che è diventato per loro la cosa più importante; non possono più smettere di giocare indipendentemente dalla loro volontà e dal loro impegno. Famiglia, amici e lavoro sono negativamente influenzati dall'attività di gioco.

Slow Food

Lo statuto

Per lo statuto di Slow Food Italia sono scopi dell'associazione:

1. far acquisire dignità culturale alle tematiche legate al cibo ed alla alimentazione;
2. individuare i prodotti alimentari e le modalità di produzione legati a un territorio, nell'ottica della salvaguardia della biodiversità, promuovendone l'assunzione a ruolo di beni culturali;
3. elevare la cultura alimentare dei cittadini e, in particolare, delle giovani generazioni, con l'obiettivo del raggiungimento della piena coscienza del diritto al piacere ed al gusto;
4. promuovere la pratica di una diversa qualità della vita, fatta del rispetto dei tempi naturali, dell'ambiente e della salute dei consumatori, favorendo la fruizione di quei prodotti che ne rappresentano la massima espressione qualitativa;
5. sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica verso le tematiche ambientali ed in particolare verso la salvaguardia della biodiversità e delle tradizioni culinarie.


Terra Madre

Il progetto più importante portato avanti da Slow Food è Terra Madre - incontro mondiale delle Comunità del cibo, giunto nell'ottobre 2006 alla sua seconda edizione: cinquemila contadini, pescatori, allevatori di tutto il mondo che si riuniscono all'Oval di Torino per discutere di sovranità alimentare, difesa della biodiversità, diritto a un cibo più buono, pulito, giusto. Esso è la naturale evoluzione di progetti in difesa della biodiversità come l'Arca del Gusto (un censimento di prodotti alimentari locali minacciati dall'estinzione), dei Presìdi (progetti sul territorio che hanno lo scopo di sostenere concretamente questi prodotti) e il Premio Slow Food per la biodiversità.


Nel 2002, per sostenere questi e altri progetti nel sud del mondo, Slow Food ha promosso la nascita della Fondazione Slow Food per la biodiversità.
Il progetto Presidii di Slow Food nasce nel 1999 come naturale evoluzione dell'Arca del Gusto per il recupero e la salvaguardia di piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall'agricoltura industriale, dal degrado ambientale, dall'omologazione. Anche se questa sorta di certificazione non è ufficiale (è assegnata da un comitato scientifico di Slow Food), i criteri di definizione sono simili a quelli di certificazioni come "Indicazione Geografica Protetta" IGP e "Denominazione di Origine Protetta" DOP, ma con un disciplinare di produzione molto più rigido. Il tentativo è di sostituire al criterio di una selezione dei prodotti fatta dagli organi pubblici, un riconoscimento che si basa solo sulla fiducia nella serietà delle scelte fatta da una Associazione internazionale.

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità-Onlus difende la biodiversità alimentare e le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo, promuove un'agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente, dell'identità culturale dei popoli e del benessere animale.
Figlia di Slow Food, ma con una propria autonomia statutaria, economica e amministrativa, finanzia i progetti realizzati per la tutela della biodiversità: l'Arca del Gusto, i Presidii e il Premio. Sostiene progetti in tutto il mondo, con un occhio di riguardo per i Paesi più poveri, dove difendere la biodiversità non significa soltanto migliorare la qualità della vita, ma garantire la vita stessa.
Il movimento Slow food è sostenitore di una agricoltura maggiormente compatibile, che, a loro parere, permette non solo una migliore qualità del cibo, ma anche una modalità di maggiori rese.


Le finalità

Slow Food nasce nella città di Bra, in provincia di Cuneo e si pone come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto, e tutto il mondo dell'enogastronomia, innanzitutto come un piacere. Fondata da Carlo Petrini e pensata come risposta al dilagare del fast food e alla frenesia della vita moderna, Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo.
Slow Food, attraverso progetti, pubblicazioni ,eventi e manifestazioni si è impegnata per la difesa della biodiversità e dei diritti dei popoli alla sovranità alimentare, battendosi contro l'omologazione dei sapori, l'agricoltura massiva, le manipolazioni genetiche. Attraverso la rete di associati che si incontrano, si scambiano conoscenze ed esperienze, Slow Food ha inteso fare del godimento gastronomico anche un atto politico, sottolineando come dietro a un buon piatto ci siano scelte operate nei campi, sulle barche, nelle vigne, nelle scuole, nei governi.

L'uccisione degli albini in Africa

Una delle tragedie nascoste dell'Africa è quella degl'uccisione degli albini, specialmente quelli che vivono in Africa orientale (Tanzania e Burundi), che sono discriminati e in diversi casi uccisi. In Tanzania nel 2008 sono stati uccisi almeno una trentina di albini per non parlare delle persone che hanno subito amputazioni.
I circa 200mila albini della Tanzania vivono quindi in una situazione difficile, nonostante l'impegno dimostrato dal governo di proteggerli e di bloccare le attività criminali. Una situazione simile accade nel confinante Burundi, dove sono stati registrati 6 casi di albini uccisi.
Secondo la stampa burundese, le membra amputate agli albini sono vendute in Tanzania, dove vengono utilizzate per confezionare dei portafortuna usati dai cercatori d'oro. Per questo motivo gruppi di banditi attaccano le case delle famiglie tra i cui membri vi sono degli albini. Il fenomeno ha costretto le autorità locali ad avviare un programma per raggruppare gli albini in comunità protette.
Anche in altre zone dell'Africa gli albini, pur non subendo violenze come in Tanzania e in Burundi, sono discriminati. In senegalper esempio,vi è una forte diffidenza nei loro confronti: le persone evitano di sedersi accanto a loro nei mezzi di trasporto pubblico e vi sono casi di insulti nei loro confronti.
Alivello sanitario, gli albini non sono aiutati dalle autorità locali a procurarsi creme protettive, occhiali e altri ausili per proteggersi dal sole.Il cancro alla pelle è una malattia piuttosto diffusa tra gli albini africani, che protebbe essere prevenuta con mezzi adeguati.

La SLA

La S.L.A. chiamata anche “Malattia dei motoneuroni” che si riferisce ad un gruppo di malattie neurologiche che colpiscono le cellule delle corna anteriori del midollo e la corteccia motoria, da dove parte la via corticospinale. Se la malattia colpisce sia il primo che il secondo motoneurone si parla di sclerosi laterale amiotrofica (S.L.A.). Una variante della S.L.A., a prognosi più sfavorevole, è la paralisi bulbare progressiva, caratterizzata dalla paralisi rapidamente progressiva dei muscoli della mandibolae della faringe. La S.L.A è caratterizzata da atrofia muscolare evolutiva secondaria a lesioni degenerative dei motoneuroni e colpisce circa un individuo ogni 100’000, prevalentemente uomini di età media o avanzata ed è di tipo familiare nel 5% dei casi. I sintomi iniziali, causata dalla degenerazione del motoneurone periferico, sono solitamente costituiti da atrofia muscolare progressiva, inizialmente soprattutto a carico degli arti superiori con partenza dalle estremità distali, diminuzione della forza, fascicolazioni e disturbi della fonazione; generalmente. Nella S.L.A., a differenza della paralisi bulbare progressiva, i segni di compromissione dei nervi encefalici sono meno evidenti. Dopo circa un anno dall'interessamento muscolare si possono avere segni di degenerazione del motoneurone centrale e dunque spasticità ed iperriflessia, particolarmente agli arti inferiori, con riflesso plantare in estensione. L'elettromiografia è l'esame di laboratorio di maggiore utilità in quanto dimostra una normale conduzione del nervo anche in presenza di grave atrofia muscolare. Non esiste al momento attuale un trattamento specifico per la malattia dei motoneuroni ed i provvedimenti terapeutici devono essere prevalentemente rivolti al sostegno fisioterapico con tutte le manovre utili a consentire il mantenimento delle funzioni vitali. Il disturbo evolve progressivamente e la durata della malattia varia a seconda della presenza o meno di segni bulbari (La frase significa che se vi sono sintomi a carico della voce, della deglutizione, ecc., cioè che siamo in presenza di una malattia dei motoneuroni variante paralisi pseudobulbare anzichè variante SLA la prognosi è peggiore. Il tutto perchè si dice SLA quando in realtà si dovrebbe dire malattia dei motoneuroni e solo successivamente dire se è variante SLA (a prognosi migliore) o variante paralisi pseudobulbare (a prognosi peggiore). La sopravvivenza dei pazienti dipende dal mantenimento della funzione respiratoria e dalla protezione delle vie aeree, in quanto la causa più frequente di morte è rappresentata dalla paralisi respiratoria progressiva con broncopolmonite ab ingestis. Storicamente il decorso è sfavorevole vediamone una descrizione un pò meno scientifica.

giovedì 25 marzo 2010

Lo smemorato

Nell'ultimo numero di UUU compare un'intervista doppia della quale sono stato mio malgrado co-protagonista (Pascaaaaal, Andreaaaaa...!!!). In essa la memoria mi ha tradito alla domanda su una poesia preferita.
Ricordavo l'autore, Nazim Hikmet, ma non il titolo. Rimedio con un link: http://sites.google.com/site/profasara/extra-credit
P.S.: non si tratta DELLA preferita ma di UNA tra.

Mentielastiche su UUU

«Prof., scriverebbe un pezzo sul blog "Mentielastiche" da pubblicare sul giornalino?»
“Mai e poi mai”, penso lì per lì.
Non so se prevalga la pigrizia o la ritrosia. Mi ritrovo però a ripensare alla richiesta anche il giorno dopo.
Posso certo scrivere due righe sul blog — a proposito: andatelo a vedere su http://mentielastiche.blogspot.com — anche se ancora è come un neonato: non si può capire bene come sarà da grande. Iniziano ad esserci i primi interventi, certamente qualcuno è più interessante di altri, si vede anche, e subito, che c'è ancora tanto copia&incolla, ma c'è qualcos'altro che non è visibile al visitatore esterno.
Si tratta della curiosità e dell'impegno che pian piano stanno crescendo in alcuni alunni che pure in altri momenti sono, per così dire, pigri e anche un poco distratti da tanti, troppi, stimoli più coinvolgenti (!!!) dalla lezione del momento.
Alcuni chiedono: «Prof., ma posso inserire anche altri post? Anche su argomenti diversi da quelli che ci ha assegnato?».
La mia risposta è solitamente positiva; cerco solo di indirizzare il loro interesse verso temi che abbiano attinenza con gli argomenti principali già trattati in modo più tradizionale.
Sul blog in particolare non ho grande interesse a soffermarmi ulteriormente.
Mi interesserebbe piuttosto avere un riscontro sul web a questo post cartaceo su UUU che, per questo, in contemporanea con la distribuzione del giornalino, comparirà sul blog con i commenti aperti a chi è interessato al tema più generale dell'uso di simili tecnologie per affiancare la didattica tradizionale.
Sarebbe un ponte ideale per creare legami che intreccino lo spazio cartaceo, solido, rassicurante, del giornale stampato con il mondo dei bit, immateriale e mutevole ma non per questo meno reale e rilevante nel proiettare noi e ancor più i nostri studenti verso il futuro.
In aggiunta a queste righe che vi ritrovate tra le mani, nella controparte sul web vi saranno ulteriori link ad altri blog o siti realizzati/consigliati sia da professori che da alunni di questa scuola. Se l'elencazione iniziale dovesse risultare incompleta me ne scuso sin da ora. Si potrà anche qui ricorrere allo spazio dei commenti per suggerire ulteriori segnalazioni.
«Prof., prrooofffff.!!!», urla intanto qualcuno in mezzo al fermento generale degli ultimi minuti, «ma perché non si può più andare su Facebook?». E ancora: «Prof., non ce l’ho fatta a finire. Lo posso completare da casa?». Il mio «Ok, grazie» finisce quasi perduto, soffocato dal suono della campanella dell’ultima ora.


Il post con i link

Mentielastiche su UUU - la pagina dei link

Questa pagina verrà aggiornata con link a siti/blog/forum dei docenti o degli alunni del Liceo Scientifico Lorenzo Mossa di Olbia.
I primi sono autoreferenziali:

http://asprof.blogspot.com
un blog creato lo scorso anno scolastico (2008/09) con gli studenti delle Quarte A e B

http://sites.google.com/site/profasara/home
un sito che sto costruendo ma non ha ancora raggiunto la maturità

http://sites.google.com/site/bioevoluzione/home
un sito (anche questo work in progress) del Prof. Spano

...altri seguiranno a breve.
Inserite i vostri suggerimenti tramite i commenti.

lunedì 22 marzo 2010

Gli OGM

Ecco una cartellata di come gli OGM sono regolarizzati nel mondo. In Italia regna la più completa confusione, mantre in Irlanda ha recentemente vietato la produzione di qualsiasi alimenti geneticamente modificato, e il paese ha anche messo a disposizione un' etichetta OGM-free che può essere stampata sui prodotti di origine animale come carne, latticini, pollame, uova e latticini, pesce e crostacei che vengono allevati con mangimi senza OGM.

In una mossa che ha tante implicazioni per il commerciuo mondiale come avviene per l' agricoltura, l' Egitto ha vietato l' importazione e l' esportazione di OGM. Questo significache può non essere completamente liberati, ma è un mondo per controllare il fenomeno ed evitare di far m,angiare agli egiziani prodotti con una provenienza discutibile.

Molto più radicale il Giappone, il quale importa gran parte dei propri alimenti da Paesi ancora che esportano prodotti alimentari OGM come Australia, Stati Uniti e Canada. Ma i cibi che entrano in Giappone non devono essere OGM. Qelli li lasciano a quei paesi stessi. La maggior parte della soia e dei mais, due dei cibi più frequentemente modificati, che entrano in Giappone, sono accuratamente selezionati, in modo esplicito come " non-OGM ", uttilizzando sistemi di tracciabilità costosi, ma che tolgono tutti i dubbi.
Ed infine gli Stati Unit, dove è in corso una vera e propria battaglia tra le due fazioni. Un giudice del Missouri ha fatto chiarezza in una serie di leggi e regolamenti contraddittori con una sentenza che dona un pò d' ordine. Ha dichiarato illegittime alcune colture, e ha fatto chiudere 37 tra allevamenti e piantagioni OGM.

Rischi coltivazione e consumo OGM

Eventuali rischi legati alla coltivazione di piante transgeniche

Il flusso genico (gene flow) nell’ambiente avviene per tutte le piante, transgeniche e non, mediante la dispersione del polline (o dei semi) e rappresenta un’importante fonte di variabilità genetica su cui si è basata l’evoluzione. Vale la pena rilevare che questo è un evento frequente: molte piante coltivate hanno un sistema di impollinazione che consente, se non addirittura obbliga, l’incrocio (come il mais, molti fruttiferi, etc.). In altri termini, è una norma e non l’eccezione che polline di varietà differenti coltivate su campi confinanti scambino i geni delle rispettive varietà, senza che ciò costituisca un rischio nè per il consumatore nè per l’allevatore.Per quanto riguarda il rilascio nell'ambiente di piante geneticamente modificate tramite ingegneria genetica (PGM), il livello di imprevedibilità che lo caratterizza varia da specie a specie, dai geni inseriti e dalle caratteristiche del territorio.
Nel caso di PGM in cui il gene inserito proviene da specie interfeconde o affini, il livello di imprevedibilità non è diverso da quello atteso nel caso in cui il trasferimento genico avvenga per incrocio genetico classico. In caso di inserimento di geni provenienti da organismi tassonomicamente non vicini, invece, il livello di imprevedibilità potrebbe essere maggiore.Ci si deve quindi chiedere, caso per caso, quanto è probabile che un transgene passi stabilmente a una popolazione naturale e, in tal caso, quando la cosa è preoccupante?
A titolo esemplificativo si possono ipotizzare diversi livelli di rischio;

-rischio nullo: PGM il cui polline non è in grado di trasferire il gene esogeno introdotto (es. piante maschio-sterili o non recanti transgeni nel genoma del polline);
-rischio basso: PGM in cui è stato inserito un gene proveniente da varietà della stessa specie, (es. pomodoro PGM arricchito in licopene, sostanza già prodotta in pomodoro dai geni già presenti in questa specie) oppure PGM in cui è stato inserito un gene proveniente da specie diverse ma coltivato in zone dove non esistono specie selvatiche interfeconde (es. mais per la resistenza ad erbicidi coltivato in Europa dove non esistono specie selvatiche interfeconde);

-rischio medio: PGM in cui è stato inserito un gene proveniente da specie diverse, che non dia un vantaggio selettivo, rilasciate in ambienti dove esistono specie selvatiche interfeconde (es. colza per la sovrapproduzione di olio coltivata in Europa);

-rischio alto: PGM in cui è stato inserito un gene proveniente da specie diverse, che dia un vantaggio selettivo, rilasciate in ambienti dove esistono specie selvatiche interfeconde (es. colza resistente agli erbicidi coltivata in Europa).

E’ da notare che i rischi legati al flusso genico non sono limitati alle PGM. Infatti il trasferimento, non voluto, di resistenza ad erbicidi da una pianta coltivata ad un’infestante è un evento dannoso, sia se quest’ultima è stata prodotta per incrocio, sia se essa deriva da un trasferimento diretto; in proposito è importante ricordare che negli anni ’80 la resistenza all’atrazina si è diffusa in varie specie di infestanti attraverso il passaggio ad esse di un gene di resistenza inserito nelle piante coltivate mediante miglioramento genetico tradizionale.Oggi è disponibile una notevole quantità di dati relativi ai possibili effetti del gene flow. Un recente rapporto della Comunità Europea, riassumendo i risultati di una ricerca sulla biosicurezza delle piante transgeniche durata 15 anni (70 milioni di euro, 400 gruppi di ricerca), conclude (per accuratezza dell’informazione il testo è riportato nella lingua in cui è stato compilato): “Research on the GM plants and derived products so far developed and marketed, following usual risk assessment procedures, has not shown any new risk to human health or the environment, beyond the usual uncertainties of conventional plant breeding. Indeed, the use of more precise technology and the greater regulatory scrutiny probably make them even safer than conventional plants and foods; and if there are unforeseen environmental effects – none have appeared as yet – these should be rapidly detected by our monitoring requirements. On the other hand, the benefits of these plants and products for human health and the environment become increasingly clear” (http://biosociety.dms.it/Home_News.shtm).Sempre a proposito di impatto ambientale, il timore che le PGM possano prendere il sopravvento sulle piante “normali”, colonizzandone gli habitat naturali, è stato ridimensionato da uno studio condotto su quattro specie (colza, patata, mais e barbabietola da zucchero) fatte crescere in 12 differenti località per 10 anni. Questo studio ha dimostrato che in nessun caso le piante GM sono risultate più invasive o più persistenti delle loro controparti convenzionali (Crowley et al, Nature 409: 682-683, 2001).

Eventuali rischi legati al consumo di prodotti transgenici

I possibili rischi, legati al consumo di alimenti contenenti ingredienti derivati da piante transgeniche, sono riconducibili alla possibilità di trasferimento del transgene alla flora batterica intestinale, ed alla eventuale presenza di una proteina ricombinante allergenica.
Tutte le piante transgeniche attualmente coltivate e commercializzate contengono, oltre ad un gene esogeno, che conferisce loro particolari caratteristiche (ad esempio la tolleranza ad insetti o erbicidi), anche un “gene marcatore” che conferisce loro la resistenza ad un antibiotico. L’utilizzo di tale “marcatore” si rende necessario durante il processo di trasformazione, per distinguere le cellule vegetali trasformate (contenenti il transgene), da quelle non trasformate (prive del transgene). E’ stato ipotizzato che il consumo di alimenti di origine transgenica, potrebbe determinare il trasferimento del gene marcatore ai batteri presenti nell’intestino, che, di conseguenza, potrebbero sviluppare una tolleranza ad antibiotico. Di recente, tale possibilità è stata valutata direttamente nell’uomo (Netherwood et al., Nature Biotech., 2004, 22:204-209). I dati ottenuti, hanno evidenziato che la probabilità di sviluppare una flora batterica patogena resitente ad un antibiotico, in seguito al consumo di alimenti derivati da piante transgeniche è estremamente bassa. Questo è essenzialmente dovuto al fatto che il gene marcatore viene completamente degradato nell’apparato digerente.

Gli OGM


I PROBLEMI CAUSATI DAGLI OGM
Con il termine Organismo Geneticamente Modificato si intendono soltanto gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica.
Fin dalla loro scoperta gli OGM sono causa di molti dibattiti, questo perché: già quando l'uso della tecnica era confinato all'ambiente del laboratorio, si temeva ad esempio che batteri normalmente innocui potessero trasformarsi in patogeni pericolosi per l'uomo a causa dell'introduzione in essi di geni della resistenza agli antibiotici, o che li rendessero in grado di produrre tossine, o che li trasformassero in agenti cancerogeni.

I rischi rappresentati dagli OGM sono di due tipi: sanitari ed ecologici.

ECOLOGICI

Trasmissione del gene nuovo ad altre piante non modificate attraverso i pollini.
Crescita invasiva della popolazione modificata e difficoltà poi di eradicarla.
Rischi per l’ecosistema, derivanti dalla possibile pericolosità delle piante transgeniche verso gli altri microrganismi e organismi. E’ infatti possibile che una pianta resistente, ad esempio, ad un erbicida o ad un insetto, possa spostare gli equilibri che nell’ambiente si erano creati nel tempo.
Sviluppo di specie virali o di insetti parassiti, in aree coltivate a piante transgeniche, con caratteristica di resistenza.

SANITARI

Trasmissione all’uomo di resistenza agli antibiotici. Infatti il secondo gene introdotto negli OGM, detto gene “marker”, comporta la resistenza da parte del mais modificato a un antibiotico, l’ampicillina, e funziona come "marker", viene cioè utilizzato in laboratorio quando si eseguono operazioni di manipolazione genetica per sapere se l’esperimento è riuscito.
Pericolo di effetti tossici di prodotti alimentari derivati da OGM e aumento delle allergie. La presenza di uno o più geni artificialmente inseriti non comporta rischi intrinseci di tossicità in quanto il DNA non è di per sé tossico o allergenico essendo sempre costituito dalle stesse quattro basi (adenina, guanina, citosina, timina), ma comporta un’alterazione nella composizione chimica del prodotto finale rispetto a quello originale di riferimento; poiché ogni gene codifica una determinata proteina, è possibile che nuove proteine si formino e si ritrovino nel prodotto, sollevando di conseguenza problemi di tipo nutrizionale, tossicologico ed immunologico.
C’è la possibilità che proteine diverse dal consueto possano costituire degli allergeni, in grado cioè di determinare risposte immunitarie anomale con comparsa di reazioni allergiche.
Rischio di espansione di queste coltivazioni soprattutto nei Paesi poveri, causa la severa legislazione dei Paesi industrializzati, favorendo l’ingresso di monocolture, più esposte alle malattie e magari meno adatte alle esigenze delle popolazioni locali.
Nonostante questi aspetti negativi, gli OGM hanno caratteristiche positive e sono:

PRO
1) un OGM può crescere laddove un organismo simile originale non potrebbe (per esagerazione il grano nel deserto)

2) I geni modificati sono fatti da dna naturale, perciò nello stomaco si distruggono e non si possono creare effetti indesiderati negli anni futuri: non stiamo mica parlando di radiazioni!

3) un OGM non necessita di fertilizzanti

4) chi si oppone difende il cibo artefatto, gonfiato, lucidato, fertilizzato che tanto si è dimostrato dannoso!

5) Se ora lo dice pure il Papa (ispirato da Dio) deve pur essere vero

6) Anche le multinazionali hanno a cuore il problema della fame nel mondo


Resta quindi aperta la questione: OGM si o no???

A voi la sentenza!

Ingegneria genetica

In questo intervento tratteremo l'argomento riguardante l'ingegneria genetica,cioè la base
su cui nascono gli OGM...
http://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_genetica

Daniele Satta

Finalmente ci sono!

GENETICA DELLA DROSOPHILA



La Drosophila ha 4 paia di cromosomi: una coppia X/Y e tre coppie autosomiche etichettate 2, 3, e 4. Il quarto cromosoma è così sottile che è spesso ignorato. Il genoma, che è stato interamente sequenziato, contiene 132 milioni di basi e approssimativamente 13.767 geni, tra questi ad esempio vi sono:

- Antennapedia (gene che controlla il posizionamento delle antenne dell'insetto)

Da un punto di vista genetico l'uomo e il moscerino della frutta sono abbastanza simili. Circa il 60% delle malattie genetiche conosciute si possono verificare nel patrimonio genetico del moscerino. E circa il 50% delle proteine della Drosophila hanno un analogo nei mammiferi. La Drosophila viene usata come modello genetico per varie malattie umane, inclusi i disturbi neurodegenerativi come il morbo di Parkinson, la corea di Huntington e il morbo di Alzheimer. La mosca viene utilizzata anche per studiare il meccanismo biologico del sistema immunitario, del diabete, del cancro e persino dell'abuso di sostanze stupefacenti.

Nomenclatura genetica

I geni che prendono il nome da alleli recessivi hanno l'iniziale minuscola, mentre gli alleli dominanti hanno l'iniziale maiuscola. I geni che prendono il nome dalla proteina prodotta hanno l'iniziale maiuscola. I nomi dei geni sono solitamente scritti in corsivo. La convenzione di scrittura dei genotipi è X/Y; 2nd/2nd; 3rd/3rd.

Nella comunità dei biologi molecolari la nomenclatura genetica della Drosophila è nota per i nomi fantasiosi associati alle mutazioni genetiche scoperte. Le mutazioni del lievito di birra o di altri organismi, microscopici e non, hanno solitamente nomi come "cdc4" e "cdk4"; nella Drosophila invece sono frequenti nomi come "cheap date" (letteralmente "appuntamento economico", una mutazione che rende il moscerino più sensibile all'effetto dell'etanolo) o "snafu" (una mutazione che provoca anomalie anatomiche grottesche).

I moscerini Drosophila normali mostravano un ritmo di attività e riposo coincidente grosso modo con il giorno solare (24 ore). I mutanti di Konopka e Benzer invece mostravano ritmi più rapidi o più lenti, e in alcuni casi del tutto irregolari: i moscerini mutanti riposavano ed erano attivi per periodi di tempo del tutto casuali. I lavori dei successivi 30 anni hanno dimostrato che queste mutazioni (e altre simili) interessano un gruppo di geni e di loro prodotti che formano un orologio biologico o molecolare. Questo orologio biologico è stato trovato in molte cellule del moscerino, ma quelle determinanti per il ciclo attività/riposo sono alcune dozzine di cellule nel cervello centrale della Drosophila.

Dipendenza da internet

Quando ti svegli la notte per controllare l'e-mail, quando si rompe il computer e quasi impazzisci, quando non ti va più di uscire di casa perché vuoi stare davanti al computer... a questo punto forse è arrivato il momento di farsi curare, perché quelli sopra descritti sono i sintomi dell'Internet Addiction Disorder, ossia del Disturbo da Internet Dipendenza.
Cantelmi (psichiatra e autore di molti libri) segnala due tappe del percorso che conduce alla Rete-dipendenza:

  • Fase Tossicofila: è caratterizzata dall'aumento delle ore di collegamento ad Internet, con conseguente perdita di ore di sonno, controlli ripetuti di e-mail e siti preferiti, elevata frequenza di chat e gruppi di discussione, idee e fantasie ricorrenti su Internet quando si è off-line;
  • Fase Tossicomanica: ad essa sono riconducibili collegamenti ad Internet estremamente prolungati, al punto da mettere a rischio la propria vita sociale, affettiva, relazionale, lavorativa o di studio.
I soggetti a rischio hanno un'età compresa tra i 15 e i 40 anni, hanno una buona conoscenza dell'informatica, spesso sono isolati per ragioni lavorative o geografiche e solitamente presentano problemi psicologici, psichiatrici o familiari preesistenti alla Rete-dipendenza (tra questi problemi spiccano solitudine, insoddisfazione nel matrimonio, stress collegato al lavoro, depressione, problemi finanziari, insicurezza dovuta all'aspetto fisico, ansia, lotta per uscire da altre dipendenze, vita sociale limitata).
I sintomi più frequenti sono: ansia, insonnia, depressione, alterazione del ritmo sonno-veglia, distorsione del tempo, alterata percezione di se stessi, disturbi della personalità, riduzione della capacità di relazione e del contatto con la realtà, la sfera affettiva e il lavoro, perdita della capacità di limitare il tempo trascorso in Rete, a danno di ogni altro impegno.
Questa dipendenza in Italia è nata nel 1997, tutt'ora è una delle più sottovalutate ma in realtà si è rivelata una tra quelle più diffuse sopratutto perche viene ingnorata.

Centro trasfusionale - Olbia

Una mattinata di marzo la mia amica Federica ed io, Simona, ci siamo recate al centro trasfusionale di microcitemia di Olbia per fare una ricerca accurata sulla vita dei talassemici e dei donatori, cercando di capire come potesse essere strutturato un luogo per curare determinate persone.
Appena arrivate ci hanno accolto due gentilissime segretarie, le quali ci hanno detto che i dottori sarebbero arrivati a momenti poiché impegnati con un paziente.
Inizialmente è arrivato il dottor Mulas che ci ha spiegato di avere un rapporto con i pazienti molto confidenziale, poiché, i medici devono assicurarsi che il donatore non abbia problemi o malattie infettive gravi; di conseguenza ci ha fatto visitare il reparto donatori e quello riservato ai riceventi. Successivamente ci siamo recate in un ufficio, nel quale c' era in dottor Zuccarelli che ha risposto con pazienza a tutte le nostre curiosità, facendoci capire che:
il "Centro Trasfusionale e Microcitemia" è nato ad Olbia nel 1977; in esso ci lavorano circa 30 individui fra cui infermieri professionisti, dirigenti medici, tecnici di laboratorio, operatori socio-sanitari, ausiliari e segretari. Il personale dovrebbe essere stabile, anche se molti sono "a tempo di stabilizzazione", per questo i medici cambiano frequentemente, anche se oltre ad avere una base di cultura generale, servirebbe personale con grande esperienza. Qui vengono curati anche pazienti affetti da patologie matologiche in generale, come la mancanza di ferro.

La sede di Olbia è uno dei centri di talassemia, per non dire il primo, più sviluppato in tutta la Sardegna; inoltre esso ha contatti internazionali, soprattutto via internet, e spesso i suoi medici vengono invitati a congressi internazionali.
Un passo importante è quello della sensibilizzazione, alla quale si lavora mediante il "progetto aquilone" e varie assemblee, tra cui quelle nelle scuole.
Questo centro ospita diversi pazienti, a partire dal più piccolo di appena due anni, al più grande di circa quarantacinque anni. Questi vivono una vita quasi normale, a parte il fatto che devono fare una cura quotidiana e delle trasfusioni ogni 15-20 giorni; in caso di emergenza ognuno di essi ha il numero di cellulare di ciascun dottore, ed entro le 20.00 può recarsi al centro.
Nonostante la talassemia non sia una malattia legata al sesso, sopravvivono di più le donne, perchè sono più disponibili alla cura.
Dopo averci dato tutte queste informazioni, i medici ci hanno accompagnate al piano superiore, dove ci hanno mostrato tutti i macchinari e le loro funzionalità: il refrigeratore (per il plasma), i separatori cellulari, bilance per la raccolta del sangue (che interagiscono con i computer specificando il peso, l'operatore e il ricevente), diversi frigoriferi, una macchina per mantenere in movimento il sangue etc.; vengono aggiornate ogni volta che c'è un miglioramento tecnologico, in questo le amministrazioni sono disponibili ad accettare le richieste fatte dal centro.

I numeri quantici e gli orbitali....

In questo intervento potete trovare un link su una pagina riguardante I numeri quantici e gli orbitali, da cui potete prendere spunto per i vostri studi.....

venerdì 19 marzo 2010

Cosa accadrà il 21 dicembre 2012?

Il 21 dicembre 2012 è la data in cui secondo alcune profezie dovrebbe accadere qualche avvenimento storico o una disastrosa catastrofe.
Tutto parte dal calendario Maya che era suddiviso in tre parti, gli anni sono divisi in cicli e ore. Noi ci troviamo nel quarto ciclo che si dovrà concludere il 21.12.2012.
Sulla base di interpretazione del calendario sono stati formulati due diversi scenari: o con eventi quali la fine del mondo o una globale e profonda evoluzione spirituale. Entrambi gli scenari si possono definire apocalittici.
Tutto questo però viene smentito dai scienziati della NASA i quali affermano che non accadrà niente nell’inverno 2012. La nostra terra si è svilupata perfettamente per 4 miliardi di anni e gli scienziati di tutto il mondo non sono a conoscenza di alcun avvenimento disastroso.
Questa catastrofe era prevista per il maggio 2003, dove diceva che un pianeta Nibiru scoperto dai Sumeri si starebbe avvicinando alla terra, ma siccome non è accaduto niente questa fu spostata per il 2012.

I fumetti nelle scienze

Nel 1998 l'Università del Minnesota introdusse "i seminari per matricole", corsi brevi nei quali i professori sono incoraggiati a tenere lezioni su argomenti originali agli studenti appena arrivati. Nell'ambito di questa iniziativa nel 2001 James Kakalios, professore di Fisica e Astronomia, tenne un seminario dal titolo:"Tutto cio che so della scienza l'ho imparato dai fumetti". In questo seminario prof. Kakalios affrontava i problemi di fisica facendo esempi tratti dai personaggi dei fumetti.
Leggendo il libro (vedi scheda) si scopre che la teoria della relatività di Einstein può essere studiata a partire dai fumetti di Flash.
Per parlare dell'elettrostatica si parte da Electro, personaggio delle avventure di Spiderman. "che cosa significa avere dei "poteri elettrici" che consentono di lasciare fulmini contro la polizia e i supereroi in costume?
Il magnetismo e la legge di Faraday sono nascosti nelle avventure di X-Men: "se la maggior parte dei materiali non ha campi magnetici netti perchè i rispettivi campi magnetici sono accopiati, come è possibile che Magneto faccia levitare se stesso e altre persone?
La produzione cinematografica recente ha portato sul grande schermo le avventure dei personaggi della storia dei fumetti unificando in qualche modo diverse generazioni.
Per questo adulti lettori di vecchi albi e adolescenti appassionati di Superman e Spiderman trovano in questo libro un terreno comune per parlare della Fisica e della Meccanica quantistica in maniera appassionante e allo stesso tempo leggera.
Alla fine di questo viaggi affascinante nella Fisica e nel mondo dei supereroi si raggiungono delle conclusioni importanti sul senso della scienza e della tecnica, è la nostra intelligenza a darci questo vantaggio competitivo che ci ha permesso di diventare la specie dominante sul pianeta. Non siamo veloci come il puma, non sappiamo volare come gli uccelli, ne siamo forti come l'orso o indistruttibili come lo scarafaggio. In altre parole, i l nostro superpotere è l'inteligenza.

Funghi Allucinogeni

I funghi allucinogeni sono diffusi in tutto il mondo e ne esistono circa 200 varietà, e ogni anno dai micologi ne vengono classificate nuove specie.
I funghi allucinogeni crescono praticamente ovunque e sono considerati la più antica droga nota all'umanità. Tradizionalmente i funghi allucinogeni sono utilizzati a scopo medico e rituale in diversi luoghi del mondo. I più conosciuti sono gli psilo, i messicani e gli hawaiani. I fughi allucinogeni possono essere consumati freschi o essiccati, ma possono anche essere sintetizzati in una polvere bianca.

L'effetto massimo dei funghetti subentra non prima di due ore dall'assunzione per diminuire dopo 4 - 5 ore. I funghi allucinogeni fanno parte delle sostanze psichedeliche e i loro effetti sono simili a quelli dell’LSD anche se molto meno intensi. In piccole quantità i funghi sono stimolanti e tonificanti, in dosi più pesanti i funghi sono allucinogeni e producono degli effetti psicadelici intensi. Come l’LSD, i funghi causano modificazioni profonde della coscienza, della sensazione dell'io e della percezione del mondo circostante.

A differenza dell’LSD, la durata del viaggio con i funghetti è generalmente minore e più facile da gestire rispetto all'LSD. Ad elevato dosaggio di funghi magici o in seguito al consumo di un mix di funghi e alcol il pericolo di un "horror trip" può essere più elevato rispetto all’LSD. La psilocibina genera solitamente un umore stabilmente positivo e gli sbalzi d'umore sono meno frequenti rispetto al viaggio con l'LSD. Inoltre, la psilocibina causa minore ansia nel caso in cui possano riaffiorare conflitti personali apparentemente rimossi. Lo smaltimento dell'effetto e la rigenerazione dopo il consumo dei funghetti sono considerati da consumatori esperti meno traumatici.

Tramite l'effetto di queste sostanze il cervello entra artificialmente in una sorta di stato di trance che normalmente si presenta solo nei sogni e, nonostante ciò, ti trovi per molte ore in uno stato di ipervigilanza. I funghi intensificano e alterano la tua percezione sensoriale e vivi intense allucinazioni visive. La realtà percepita dai tuoi occhi viene reinterpretata dal tuo cervello in forme, colori e immagini diverse. I suoni prendono colore, gli oggetti cominciano a mostrare la loro energia. Più le idee scorrono velocemente, più diventa difficile esprimerle oralmente. Si perde la nozione del tempo e diventa impossibile rendersi conto di che ora sia. Anche le sensazioni uditive, olfattive, gustative e tattili sono più intense e in parte profondamente distorte. Il tuo umore e le tue sensazioni possono cambiare repentinamente. Un senso di beatitudine e di allegria può trasformarsi di colpo in un attacco di panico e di terrore e viceversa.


L’esperienza con queste sostanze è molto forte e lascia un ricordo duraturo.
Sotto l’effetto dei funghi le pupille si dilatano, il polso e la pressione sanguigna cambiano, la temperatura corporea aumenta e si fa più fatica a respirare. In alcuni casi, si può avvertire un senso di nausea e vomito. Si possono inoltre presentare dei disturbi dell’equilibrio, delle distorsioni nella percezione del tempo e dello spazio, ansia e panico.
Durante un viaggio psichedelico il desiderio sessuale è spesso accentuato.
Se raccogli tu stesso i funghi nei boschi, rischi di confonderli con alcune specie mortali.

I funghi magici non causano danni all'organismo, ma nella fase iniziale del viaggio psichedelico possono tuttavia verificarsi leggeri disturbi della respirazione, cardiopalmo, modificazione della pressione sanguigna e sudorazione in seguito a ipertermia.
I rischi dell'uso di funghi magici si situano decisamente a livello psichico e dipendono dalla struttura della personalità di chi ne fa uso: così, mentre le persone senza seri problemi psichici riferiscono di esperienze positive e stupefacenti intuizioni, per le persone che macerano problemi irrisolti, per quelle che presentano un Io debole o per le persone tendenzialmente psicotiche, basta un unico viaggio andato storto (“horror trip”) per dover ricorrere a cure psichiatriche. Anche un’eccessiva frequenza nel consumo o una dose troppo forte possono provocare queste conseguenze.

OGM

Il Tema sugli OGM è sempre d'attualità, in televisione, alla radio, sui giornali, spesso si parla di questo argomento così discutibile e spesso anche contrastato. Ma prima di esprimere una propria opinione e un proprio pensiero bisogna capire cosa significa e cosa rappresenta la parola OGM (organismo geneticamente modificato).
Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un essere vivente che possiede un patrimonio genetico modificato, non tramite tecniche di miglioramento genetico classico (mutazione, incrocio e selezione), ma tramite tecniche di ingegneria genetica che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genici.
La mia idea è quella che sia giusto utilizzare gli OGM per scopi importanti, ma bisogna fare molta attenzione all’utilizzo perché potrebbe rovinare gli equilibri ecologici di un certo ambiente o habitat come disse anche ,il noto direttore della SISSA (scuola internazionale superiore di studi avanzati), il professore Edoardo Bonicelli in un articolo sul giornale torinese “La Stampa” qualche tempo fa.
Infatti bisogna approvare e finanziare i progetti come quello che era stato proposto all’ONU qualche anno fa di aiutare i paesi poveri del terzo mondo con queste nuove tecniche. La proposta avanzata era quella di permettere ad un gruppo di scienziati di creare degli organismi geneticamente modificati, come per esempio piante di granturco, spighe di grano e altri prodotti agricoli, da distribuire nei villaggi poveri. Infatti questi scienziati avrebbero potuto modificare gli organismi, per esempio inserendo i geni che resistenti alla siccità o alle malattie che potrebbero mettere a repentaglio la crescita delle piante.
E’ da dire però che immettendo degli organismi geneticamente modificati in un ambiente si corre il pericolo di turbare l’equilibrio della natura che vige dal tempo della formazione della terra. Per esempio qualche anno fa, nel acquario di Monaco, una addetto alla sicurezza delle vasche, si accorse che un tipo di alga tropicale era uscita da una vasca e che era arrivata fino al mare e in pochi anni tutto il mediterraneo ne era stato invaso.
Perciò non bisognerebbe abusare di questi OGM, ma limitarne l’uso. Certo, limitare non vuole dire vietarne l’uso o troncare la ricerca in questo settore, ma porre più attenzione, fare più ricerche ed approfondimenti prima di effettuare qualsiasi iniziativa.

Prodotti geneticamente modificati

I prodotti OGm ovvero "prodotti geneticamente modificati", da circa quattro anni sono sottoposti a maggiori controlli. Dal 18 aprile del 2004 Bruxelles ha approvato il regolamento che stabilisce l'obbligo di etichettatura e tracciabilità per i prodotti con più dello 0.9 per cento di materiale transgenico.
Questo però non impedisce lo sviluppo di prodotti geneticamente modificati, dato che non è possibile controllare puntualmente l'alimentazione di maiali,polli e di altri animali molto presenti nelle nostre tavole.

Ora arriva la melanzana bt. È stata prodotta in India dalla Mahyco (Maharashtra Hybrid Seeds Company), una delle prime aziende indiane per le sementi ibride, attiva da anni anche nella ricerca sull'ingegneria genetica: in particolare da quando un terzo del suo capitale appartiene a Monsanto, la multinazionale della chimica diventata leader mondiale nella produzione di organismi geneticamente modificati (Ogm) per l'agricoltura.
Mayco-Monsanto ha cominciato a sperimentare una melanzana bt fin dal 2000; nel 2007 ha iniziato la sperimentazione in campo aperto (cioè coltivazione di melanzane «modificate» in campi sperimentali), e infine ha chiesto al governo indiano l'autorizzazione per mettere sul mercato il suo nuovo ortaggio. Mayco-Monsanto sostiene che aiuterà milioni di coltivatori i cui campi sono stati colpiti in questi anni dal «verme della melanzana» (noto come «brinjal fruit and shoot borer»), parassita che attacca germogli e frutto e può devastare intere coltivazioni: le melanzane «resistenti» dunque aumenteranno la resa per ettaro e diminuiranno l'uso di insetticidi agricoli.

La risposta della chiesa alle patate transgeniche

Vengono messe in commercio le patate transgeniche ed è subito rivolta, i primis il clero, eh si le prime lamentele mosse proprio dal Vaticano che dichiara "nessun sostegno ufficiale alla patata transgenica". Dal Vaticano nessun pronunciamento ufficiale a favore della coltivazione in Europa della patata transgenica Amflora. E' quanto si legge nell'edizione del 4 Marzo del quotidiano della Santa Sede " L'osservatore romano". L'articolo è apparso dopo la decisione della commissione Europea di autorizzare la coltivazione della patata transgenica sviluppata dall'azienda chimica tedesca "BASF" che contiene solo amilopectina ed è quindi ricca di amido e che sarà utilizzata nella produzione di carta e collanti. "Perplessità e preoccupazioni" riporta il quotidiano vaticano sono espresse da più parti soprattutto riguardo ai rischi per la salute umana la patata contiene un gene marker che conferisce a due antibiotici attivi contro molti batteri e all'effetto che il via libero della commissione potrebbe innescare, con conseguenze negative sull'agricoltura tradizionale e biologica in Europa. Tra le diverse prese di posizione si legge ancora nell'articolo di alcuni media che hanno creduto di leggere anche un ipotetico pronunciamento favorevole da parte del Vaticano (che non c'è stato). Si è parlato di un esplicito "sì" all'uso di organismi geneticamente modificati in agricoltura, confondendo ancora una volta commenti e punti di vista di singoli ecclesiastici con dichiarazioni "ufficiali" attribuibili alla Santa Sede o alla Chiesa; la quale, lo spiega con chiarezza non possiede soluzioni tecniche ma ha una missione di verità da compiere, in ogni tempo di evenienza, per una società a misura dell'uomo, della sua dignità, della sua vocazione. Missione nella quale rientra, per esempio, la severa denuncia dello scandalo della fame nel mondo che oggi secondo le parole del papa "non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale". Aggiungerei che non è un caso che proprio nel 2009, anno in cui nei paesi in via di sviluppo le coltivazioni OGM sono cresciute del 13% (contro una media mondiale del 7) raggiungendo quasi la metà dell'intera superficie del pianeta coltivata, con piante transgeniche, gli affamati del mondo abbiano superato per la prima volta quota un miliardo.

sabato 13 marzo 2010

Prede e predatori

La predazione è un tipo di interazione antagonista in cui un organismo predatore usa come fonte di cibo un altro organismo preda. Si parla di prede sia in campo animale che in campo vegetale. Perché un predatore possa esistere devono esistere delle prede. Un esempio di preda sono gli insetti per le piante carnivore, o il leone che caccia la gazzella per cibarsene. Altri tipi di interazioni antagoniste sono il parassitismo e l'erbivoria.
Non sempre il rapporto predatore-preda ha uno svolgimento cruento e un esito mortale. Ci sono altre numerose forme di lotta, più sottili, che hanno luogo sul palcoscenico della natura. Quali sono? Come si svolgono? Il loro esito è sempre prevedibile? Partendo dai dinosauri e arrivando ai mammiferi superiori (ma senza dimenticare gli insetti, gli uccelli, i pesci, i rettili e addirittura le piante) l'autore ci spiega i motivi di questa lotta e ne descrive lo svolgimento, facendoci comprendere perché essa sia indispensabile e, in certi casi, addirittura "buona".
Il rapporto tra preda e predatore determina un classico esempio di sistema semiotico, un sistema cioè in cui gli elementi si raggruppano in due classi reciprocamente solidali. Infatti, il comportamento della preda modifica il comportamento del predatore, ma ne è anche ovviamente modificato.
Ciò vale sia per le azioni individuali (rispettivamente di fuga e di caccia), sia, su una scala spazio-temporale più vasta, per la crescita o la diminuzione delle popolazioni delle prede e dei predatori: se aumenta il numero delle prede disponibili, crescerà anche quello della popolazione dei suoi predatori, ma, crescendo il numero dei predatori, le prede tenderanno a diminuire.

venerdì 12 marzo 2010

Robert Boyd e Peter J. Richerson: "la cultura"

Robert Boyd

Lo studioso Robert Boyd dell’Università della California a Los Angeles concentra la sua ricerca sulla psicologia evolutiva dei meccanismi che danno origine a forme e cultura umana; infatti a differenza di altri organismi, gli esseri umani acquisiscono un ricco “corpus” di informazioni dagli altri per insegnamento, imitazione, e altre forme di apprendimento sociale, e questa informazione trasmessa culturalmente influenza il comportamento umano.
Tra i libri pubblicati vi è “Come l’uomo si è evoluto”, che tratta della teoria evoluzionistica, comprese le discussioni dell’evoluzione dei caratteri quantitativi, la selezione di parentela, la selezione sessuale, l’evoluzione della storia di vita, e il conflitto prole genitore.

sito ufficiale (in inglese): http://www.sscnet.ucla.edu/anthro/faculty/boyd/

Peter J. Richerson

Il lavoro dello studioso P. J. Richerson è principalmente teorico e concettuale ed usa metodi di analisi dell’evoluzione prevalentemente sviluppate da biologi evoluzionisti per studiare i processi di evoluzione culturale. Vorrebbe quindi fare dei modelli che illuminano le proprietà evolutive della cultura umana e l’apprendimento sociale animale, e il processo di coevoluzione gene-cultura.
Nelle recenti pubblicazioni ha usato i modelli teorici per cercare di capire alcuni dei principali eventi nell’evoluzione umana, come l’evoluzione delle capacità avanzate per l’imitazione, l’origine del linguaggio, le origini di tribali e la cooperazione su scale più ampia e le origini dell’agricoltura.

sito ufficiale (in inglese): http://www.des.ucdavis.edu/faculty/Richerson/Richerson.htm


Gioia Pianti e Chiara Manias

martedì 9 marzo 2010

Ciao!!!

Ciao prof....Ho creato anche io finalmente il mio account..!!

prede e predatori




Il rapporto tra preda e predatore determina un classico esempio di sistema semiotico, un sistema cioè in cui gli elementi si raggruppano in due classi reciprocamente solidali. Infatti, il comportamento della preda modifica il comportamento del predatore, ma ne è anche ovviamente modificato.
Ciò vale sia per le azioni individuali (rispettivamente di fuga e di caccia), sia, su una scala spazio-temporale più vasta, per la crescita o la diminuzione delle popolazioni delle prede e dei predatori: se aumenta il numero delle prede disponibili, crescerà anche quello della popolazione dei suoi predatori, ma, crescendo il numero dei predatori, le prede tenderanno a diminuire.
I sistemi preda predatore sono una estensione del sistema con una crescita limitata da una soglia superiore. In questo caso però la risorsa non è stabilita. Difatti la risorsa è una seconda popolazione. Questa seconda popolazione (la preda) costituisce la risorsa per la prima popolazione (il predatore). Quindi nei sistemi preda predatore interagiscono due popolazioni: il predatore e la preda. Il predatore ha bisogno della preda per riprodursi. La preda si riproduce con un suo tasso di riproduzione. Se il predatore uccide una quantità eccessiva di preda allora la preda non può riprodursi nella quantità necessaria al predatore il quale, non potendo riprodursi dimunuisce. Questa situazione è favorevole alla preda che vede diminuire la sua mortalità. La riproduzione della preda favorisce però di nuovo il predatore il quale può di nuovo riprodursi dando luogo ad un ciclo simile al precedente. Si intuisce che le quantità della preda e del predatore hanno un andamento oscillatorio nel tempo. Nella analisi urbana e territoriale il modello viene usato per spiegare il rapporto tra rendita e popolazione, servizi e popolazione, occupazione e popolazione.
GLI EQUILIBRI BIOLOGICI
Il rapporto preda-predatore
In natura, fra preda e predatore, c’è un equilibrio.
Questo equilibrio serve a non far aumentare troppo il numero delle prede e dei predatori:
- quando ci sono tante prede ci sono anche tanti predatori che le mangiano.
- quando ci sono poche prede ci sono anche pochi predatori perché non trovano cibo e muoiono.
Le popolazioni di predatori e di prede subiscono una serie di fluttuazioni nelle densità. In altre parole, se il numero delle prede aumenta, dopo un certo lasso di tempo, anche il numero dei predatori aumenterà. Ma molti predatori finiscono automaticamente per ridimensionare il numero delle prede che tenderà a ridursi portando, dopo un certo intervallo, a un conseguente declino della popolazione dei predatori, e così via.
E’ un meccanismo di regolazione che impedisce alle popolazioni delle prede di accrescersi troppo e inoltre favorisce la selezione naturale eliminando le prede più deboli e i predatori meno abili, quindi i soggetti geneticamente meno adatti
L’ equilibrio dinamico tra preda e predatore
· impedisce alle popolazioni delle prede di accrescersi a dismisura
· favorisce la selezione naturale

sabato 6 marzo 2010

Prede e predatori

Il rapporto tra preda e predatore determina un classico esempio di sistema semiotico, un sistema cioè in cui gli elementi si raggruppano in due classi reciprocamente solidali. Infatti, il comportamento della preda modifica il comportamento del predatore.
Ciò vale sia per le azioni individuali (rispettivamente di fuga e di caccia), sia, su una scala spazio-temporale più vasta, per la crescita o la diminuzione delle popolazioni delle prede e dei predatori: se aumenta il numero delle prede disponibili, crescerà anche quello della popolazione dei suoi predatori, ma, crescendo il numero dei predatori, le prede tenderanno a diminuire Questa relazione interna a un sistema ecologico ha ispirato due matematici del secolo scorso (Vito Volterra e Alfred J. Lotka) che, attorno al 1926, sono indipendentemente arrivati a formulare uno stesso sistema di equazioni differenziali, chiamate equazioni di Volterra-Lotka, che mette in relazione il tasso di crescita della popolazione delle prede con quello della popolazione dei predatori.
Le immagini rappresentano una situazione in cui il quadro è complicato dalla presenza di una terza componente dell'ecosistema: una popolazione "infestante", caratterizzata da un alto tasso di crescita e un basso potere nutritivo. L'immagine principale raffigura l'equilibrio che si è venuto a creare poco dopo l'introduzione di un certo numero di predatori in una situazione di stallo in cui le prede infestanti predominavano su quelle "buone". Il colore di ciascun punto (che risulta da una mescolanza di rosso verde e blu) esprime la densità dell'una o dell'altra popolazione (rosso per i predatori, verde per le prede, e blu per gli infestanti). Senza i predatori, gli infestanti avevano la meglio sulle prede, ma con l'arrivo dei predatori (che da soli, senza le prede, non avrebbero avuto abbastanza forza per eliminare gli infestanti) si stabilisce un ciclico equilibrio che determina delle "isole" i cui confini si spostano lentamente.
Negli ecosistemi naturali la sopravvivenza di una specie è fortemente condizionata da un insieme di intricate relazioni che ne coinvolgono altre. L'influenza di queste interazioni tra specie ha da sempre affascinato gli scienziati, tuttavia gli studi sperimentali di ampia portata in questo campo sono stati un numero esiguo data la difficoltà che si incontra in natura nel modificare alcune condizioni, lasciandone altre inalterate.
Un interessante studio, che si è meritato la prima pagina della rivista Science, ha portato solide prove sperimentali di come le interazioni tra specie possano condizionare in maniera decisiva il benessere e la sopravvivenza di altre e del modo in cui si possono modificare gli equilibri ecologici in natura, intervenendo esclusivamente su un unico livello della catena trofica. La ricerca, condotta da un gruppo di biologi capeggiati da T.Palmer della University of Florida, è consistita nella simulazione di estinzioni sperimentali attraverso recinzioni di grossi plot di savana africana, che escludevano così i grandi erbivori. In questo modo si sono potuti verificare gli effetti del rilassamento della pressione selettiva esercitata dal pascolo di questi erbivori sulla relazione mutualistica tra alcune specie formiche e una di acacia (Acacia drepanolobium). Tale relazione, i cui vantaggi reciproci sono ben noti (protezione della pianta dai parassiti e fornitura di cibo e rifugi alle formiche), si supponeva fosse stabilizzata dall'intervento del pascolo dei grandi erbivori, ma una verifica sperimentale di questa relazione mancava.
I risultati indicano il declino significativo delle colonie appartenenti a quattro specie di formiche, quelle stesse specie che si nutrono di una sostanza zuccherina prodotta dall'acacia in seguito al consumo delle foglie da parte degli erbivori. Venendo meno questi animali anche la fonte di cibo scarseggiava, con conseguenze negative sulle popolazioni di formiche che vivevano all'interno delle recinzioni. Al contrario, questo declino ha favorito altre specie affini che, diminuendo la competizione per le risorse, hanno proliferato. Tuttavia le specie favorite dall'assenza dei grandi erbivori si sono dimostrate meno efficaci nella difesa delle acacie dai parassiti rispetto a quelle che hanno visto diminuire il loro numero, comportando una significativa riduzione della crescita e della sopravvivenza anche di queste piante.
Oltre ad aver fornito importanti informazioni sulle relazioni che intercorrono tra le specie e sulla rilevanza che queste giocano nei delicati equilibri ecologici che regolano le comunità naturali, questo studio potrà avere rilevanti ripercussioni in campo conservazionistico. Infatti, mette in guardia riguardo le possibili conseguenze negative che possono verificarsi in seguito a sconsiderati interventi umani, capaci di innestare una reazione a catena in grado di debilitare un intero ecosistema.

venerdì 5 marzo 2010

OGM

Con il termine Organismi Geneticamente Modificati si intendono soltanto gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica. Non sono considerati "organismi geneticamente modificati" tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico viene modificato a seguito di processi spontanei , o indotti dall'uomo tramite altre tecniche che non sonoincluse nella definizione data dalla normativa di riferimento (ad esempio con radiazioni ionizzanti o mutageni chimici). Gli OGM vengono spesso indicati come organismi transgeni: i due termini non sono sinonimi in quanto il termine trans genesi si riferisce all'inserimento, nel genoma di un dato organismo, di geni provenienti da un organismo di specie diversa. Sono invece definiti OGM anche quegli organismi che risultano da modificazioni che non prevedono l'inserimento di alcun gene ( sono OGM anche gli organismi dal cui genoma sono stati tolti dei geni), così come gli organismi in cui il materiale genetico inserito proviene da un organismo "donatore" della stessa specie. In questo secondo caso alcuni studiosi parlano di organismi cisgenici.

lunedì 1 marzo 2010

L'aurora

L'aurora è l'intervallo di tempo che segue la notte fonda e che precede il sorgere del sole, cioè l'aspetto che il cielo orientale ha in quel periodo di tempo.E' generata da particelle elementari emesse dal Sole le quali, arrivando in prossimità della Terra, vengono deviate dal campo magnetico terrestre e attratte dai suoi poli; quando penetrano nella ionosfera, dove i gas sono rarefatti e ionizzati, interagiscono con l'azoto e con l'ossigeno che, eccitandosi, emettono i loro spettri caratteristici. Le aurore si presentano di solito come raggi, archi, bande, cortine o fasci di luce diffusa fluttuanti, di aspetto e di luminosità variabili. A volte, durante l'apparizione di un'aurora, si possono sentire suoni, in genere essi assomigliano a sibili, si tratta di suoni elettrofonici, un fenomeno che si può manifestare, sebbene molto più raramente, anche durante l'apparizione di bolidi. L'origine di questi suoni è ancora mal compresa, si ritiene che sia dovuta a perturbazioni del campo magnetico terrestre locale causate da un'aumentata ionizzazione dell'atmosfera sovrastante.Spesso l'ascolto di tali suoni è facilitato dalla presenza di oggetti metallici nelle immediate vicinanze del testimone. L'aurora polare, spesso denominata aurora boreale o australe a seconda dell'emisfero in cui si verifica, è un fenomeno ottico dell'atmosfero caratterizzato principalmente da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali. Le aurore possono comunque manifestarsi con un'ampia gamma di forme e colori, rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio.Le aurore polari si manifestano contemporaneamente nei due emisferi e prendono nome di aurora boreale nell'emisfero nord e di aurora australe nell'emisfero sud. L’aurora boreale più frequente in autunno inoltrato e all’inizio della primavera(Ottobre, febbraio e marzo); generalmente si manifesta tra le 18.00 e l'1.00 di notte.Sono un insieme di colori, che danzano nel cielo, di colore arancio, porpora, verde e rosso. Altre volte sono semplicemente dei veli verdi o un groviglio di luce vaporosa. L'aurora boreale è sempre diversa. Ha diversi nomi in lingua, ad esempio, è conosciuto come Guovssahas, che significa "luce che può essere udita". I Sami per tradizione associavano l’aurora boreale con i suoni. Durante l’era dei Vichinghi, l’aurora boreale era l’armatura delle Valchirie, le vergini guerriere, che spargevano una strana luce scintillante. E secondo una leggenda giapponese, concepire un bambino sotto l’aurora boreale era segno di buon auspicio. L’Aurora Boreale, come in una danza, si staglia nel cielo polare, nero nero come il velluto. E' un fenomeno luminoso formato da larghe fasce colorate di rosso, azzurro, verde che si presentano nelle regioni polari sia verso il polo nord sia verso il polo sud. E' l'energia del vento solare che si trasforma in luce quando si scontra con l'atmosfera della Terra.

venerdì 26 febbraio 2010

Malattie della pelle: l'acne

Con il termine acne si intende una malattia della pelle caratterizzata da una infiammazione del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa, si mostrano papule e pustole derivanti dalla lesione originaria: il comedone (al suo interno vi sono: grassi, cheratina, melanina, peli e batteri, tra cui il Propionibacterium acnes che danneggia ulteriormente il tessuto); la più comune è l'acne vulgaris comunemente chiamata acne.
Si manifesta nell'età adolescenziale, soprattutto nel viso, spalle, dorso e nel petto. Raramente questa malattia si protrae fino ai 30 anni; esistono fattori predisponenti genetici ed etnici, ma non ereditari.
Vi sono due tipi di acne giovanile:
- non infiammata: eccesso di produzione delle ghiandole sebacee ed i comedoni.
- infiammata: eccesso di produzione delle ghiandole sebacee, comedoni e batteri.
L'acne ha varie cause che comportano alterazioni della cheratinizzazione: in situazioni normali solo alcune parti dell'infundibolo vanno incontro alla cheratinizzazione, a seguito di cambiamenti ormonali (pubertà, ciclo metruale,gravidanza); ma anche alcuni farmaci, tra cui l'amineptina, possono far comparire macchie associabili all'acne.

per una galleria di immagini:

http://images.google.it/images?hl=it&source=hp&q=acne&oq=&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wi

lunedì 22 febbraio 2010

Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati)

Quello relativo agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è un tema piuttosto delicato, che non manca di scatenare aspre polemiche tra sostenitori e detrattori di questa nuova e promettente frontiera scientifica.
Ma cosa sono esattamente gli OGM? Sono tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato artificialmente dall'uomo, tramite tecniche di ingegneria genetica. Alterando il loro DNA è infatti possibile migliorarne caratteristiche come: la resistenza di una pianta ai pesticidi o a determinati parassiti, l'integrazione di più calcio o ferro o zucchero attraverso queste piante modificate; alcuni esempi di OGM già divenuti realtà nel settore agricolo e in quello alimentare sono:

  • il mais transgenico resistente alle larve della piralide (parassita delle coltivazioni di mais);
  • le patate con tolleranza alla dorifora e ai virus;
  • la soia resistente all’erbicida Round-Up;
  • i pomodori a maturazione dilazionata e dotati di proprietà insetticide;
  • la colza con un miglior contenuto in acidi grassi (ridotto contenuto di acido erucico);
  • i fagioli con proprietà insetticide;
  • i pomodori a maturazione ritardata;
  • il riso in grado di sintetizzare precursori della vitamina A.
I benefici degli OGM non finiscono qui; si possono - ad esempio - produrre piantagioni che richiedono un minor apporto di sostanze chimiche, oppure una ridotta quantità d'acqua. Le piante geneticamente modificate, possono anche produrre alimenti con qualcosa in più (ad esempio vitamine e minerali), oppure con qualcosa in meno (ad esempio tossine e sostanze allergeniche). Tutti questi miglioramenti, produttivi e non solo, favoriscono sia degli agricoltori, che coltivano piante più resistenti e forti, sia ai consumatori, ai quali viene offerto un prodotto più sano e nutriente (con meno residui di sostanze chimiche e/o arricchito in nutrienti preziosi), più buono e meno costoso.
Uscendo poi dai confini dell'agricoltura, per estenderli al settore industriale e medico-farmaceutico, scopriamo altre possibili ed entusiasmanti applicazioni degli OGM. In futuro, per esempio, potremmo somministrare ai nostri figli banane o altra frutta che contiene un vaccino particolare, oppure riversare nell'acqua del mare colonie di microrganismi capaci di degradare, in sostanze innocue, il petrolio fuoriuscito da un'imbarcazione.
Gli OGM sono pericolosi?
Per le loro peculiari qualità, gli alimenti OGM sono molto richiesti dal mercato, anche se questa richiesta si scontra con una certa diffidenza da parte dei consumatori più scettici verso questa innovazione biologica; vi sono poi severe regolamentazioni, soprattutto per quanto riguarda il mercato Europeo, che limitano la produzione ed il commercio di questi alimenti.
Che rischi si potrebbero avere nell'ingerire un alimento OGM?
Apparentemente nessuno. Un piatto di insalata tradizionale non OGM, per esempio, contiene milioni di copie di circa 25mila geni differenti; se fosse transgenica conterrebbe due-tre geni in più che sarebbero digeriti nel nostro stomaco nella stessa maniera ed in modo del tutto innocuo.
Ma allora tutti gli OGM sono sicuri?
Certamente no; alcuni, per esempio, potrebbero contenere sequenze proteiche allergeniche. Proprio per prevenire questa eventualità, la legge prevede che tutti i raccolti e gli alimenti geneticamente modificati debbano essere rigorosamente controllati, caso per caso, per determinare un'eventuale allergenicità.
Un secondo ostacolo alla diffusione degli alimenti OGM deriva dai timori di possibili conseguenze ambientali, derivanti, ad esempio, dall'incrocio di piante transgeniche con altre presenti in prossimità di altre piantagioni, oppure di ripercussioni negative sugli insetti utili. Si tratta senza dubbio di timori fondati, che però - similmente ai possibili problemi di allergenicità - possono essere controllati applicando e rispettando specifiche regolamentazioni in materia di produzione e messa sul mercato. Infine, esistono tutta una serie di timori assolutamente infondati, nati dai pregiudizi ideologici individuali e privi di qualsiasi evidenza scientifica.

PRODOTTI OGM COMMERCIALMENTE RILEVANTI PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA

PRODOTTO/ALIMENTO OGM
VANTAGGIO

MELA (VAR. Golden Delicious, Greensleves)
Resistenza agli insetti

BROCCOLI
Maturazione rallentata in modo che la pianta rimanga verde più a lungo. Blocco sintesi di etilene

CANOLA
Resistenza all’erbicida Sencor

OLIO DI CANOLA
Olio per friggere ad alte temperature, povero di grassi saturi (alta percentuale di acido oleico, bassa percentuale di acido palmitico)

POMODORO
Resistenza all’attacco di insetti (coleotteri e lepidotteri)

PATATA
Resistenza a nematodi parassiti delle piante; resistenza a malattie; gusto più dolce, blocco dell’enzima che converte il saccarosio in amido

SOIA (1)
Aumento del contenuto in metionina; in tal modo il prodotto diventa più completo sotto il profilo proteico ed acquista, di riflesso, un valore nutrizionale più elevato, che lo rende adatto nei programmi di alimentazione del terzo mondo o nell’avicoltura

CAFFE’
Miglioramento delle rese dell’aroma e della resistenza ai parassiti; minore contenuto in caffeina

RAVIZZONE, CAVOLO, SENAPE, COLZA
Piante esenti dall’attacco di coleotteri e lepidotteri

MAIS
Resistenza ad insetti, come sopra

COTONE
Resistenza ad erbicidi

CUCURBITACEE (ZUCCA, CETRIOLO, MELONE VAR. CANTALUPO)
Resistenza a virus, funghi e batteri

“EUROMELON”
Durata più estesa, frutti di qualità superiore, con maturazione pilotabile

PATATA (2)
Patatine fritte con meno grassi. Introduzione di un gene per la sintesi di amido. 30-60% di amido in più, quindi minore percentuale di umidità

OLIO DI GIRASOLE
Olio con elevata percentuale di acidi grassi monoinsaturi.


(1) Inserimento ed espressione di un gene derivato da una noce brasiliana (Hevea Brazilensis)

(2) Introduzione di un gene di E. Coli per la produzione di amido. Le patate OGM così modificate hanno un 30-60% di amido in più e meno umidità; di conseguenza, assorbiranno meno grassi durante la frittura.

Gli effetti dell'alcool sul sistema genito-urinario

L'alcool a piccole dosi aumenta, nei maschi, la pulsione sessuale ma diminuisce parallelamente la capacita di erezione. Negli alcolisti cronici, talvolta, si osserva atrofia testicolare irreversibile con conseguente sterilita, impotenza e ginecomastia (ingrossamento delle ghiandole mammarie). Le donne alcolizzate, invece, possono andare in contro ad amenorrea (interruzione del ciclo mestruale), sterilita e aborti spontanei.
Breve recensione di una giornalista su chimica e musica.


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/18/fisica-chimica-musica-la-settimana-della-scienza.html

Gli effetti dell'alcool sul sistema cardiovascolare

Piccole quantità di alcol causano vasodilatazione periferica e diminuzione della forza di contrazione del cuore, in pratica un lieve abbassamento della pressione arteriosa seguito, per compensazione, da un incremento di ritmo (tachicardia) e gittata cardiache. Inoltre, un consumo moderato di etanolo assicura un benefico effetto sull'apparato cardiovascolare, sembra, infatti, aumentare i livelli di colesterolo HDL. Negli alcolisti, invece, si ha incremento della pressione arteriosa con possibile comparsa di aritmie, insufficienza cardiaca e vasculopatie cerebrali.

La talassemia

La talassemia o anemia mediterranea è una malattia ereditaria caratterizzata da un difetto nella sintesi dell'emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi del sangue; ha inoltre il compito di trasportare l'ossigeno alle diverse cellule del corpo e di eliminare l'anidride carbonica. La molecola dell'emoglobina è formata da una testa, denominata eme, e da catene proteiche anche chiamate globine, indicate con le lettere greche alfa, beta e gamma.
I difetti di una o più di queste catene causano le diverse sindromi talassemiche, in particolare le alfa-talassemie e le beta-talassemie. La forma più diffusa in Italia e nell'area mediterranea è la beta-talassemia o anemia mediterranea, provocata da un'alterazione della catena globinica di tipo beta. Queste catene proteiche sono regolate da due geni che si trovano in due cromosomi omologhi, uno di origine paterna e uno di origine materna.
Ci sono due casi:
1) Eterozigote, quando l'individuo possiede un solo gene difettoso; in tal caso si parla di portatore sano. I soggetti che presentano questa malattia hanno più globuli rossi rispetto ai soggetti normali, ma un po' più piccoli (di qui il termine di microcitemia) e più poveri di emoglobina. Circa il 20% dei soggetti presenta un leggero ingrossamento della milza. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, il gene ereditato dal genitore sano consente una produzione di globuli rossi e di emoglobina più che sufficiente per condurre una vita normale.
2) Omozigote, quando un individuo possiede entrambi i geni difettosi. Questa forma si manifesta nei bambini subito dopo la nascita con un notevole pallore della pelle, sintomo che rivela la presenza di una gravissima anemia: i globuli rossi sono in numero ridotto, con una scarsa quantità di emoglobina. Non sono perfettamente rotondi ma deformati in vario modo, molti sono soltanto dei frammenti. Il paziente è costretto a periodiche trasfusioni di sangue (ogni 15-20 giorni) per tutta la vita. Le trasfusioni, però, comportano inevitabilmente un eccessivo apporto di ferro, il quale finisce per accumularsi in organi importanti come il cuore, le ghiandole endocrine e il fegato, compromettendone le funzioni.
Possono verificarsi due casi:
1) Se uno soltanto dei genitori è microcitemico, mentre l'altro è normale, circa la metà dei figli eredita un gene normale e uno microcitemico (essi saranno perciò dei "portatori sani" della malattia); l'altra metà eredita due geni normali e i figli saranno del tutto normali. Non ci sono possibilità di generare figli ammalati della forma grave di talassemia.
2) Se tutti e due i genitori sono microcitemici, gli eventuali figli che nasceranno avranno le seguenti probabilità:
a) 25% - individui sani;
b) 50% - individui affetti da una forma eterozigote;
c) 25% - individui ammalati gravi, con una forma omozigote.


Gli effetti dell'alcool sul sistema gastrointestinale

L'azione irritante locale dell'etanolo sulle mucose causa esofagiti e gastriti, che possono essere accompagnate da dolore addominale, anoressia, vomito e sanguinamento. L'azione locale sulle pareti dell'intestino, combinata agli altri componenti della dieta, può indurre diarrea o costipazione. I problemi infiammatori dell'apparato digerente sono reversibili, fatta eccezione per una grave complicanza: le varici esofagee. Altri effetti sono invece più seri: pancreatite acuta o cronica, epatite alcolica, degenerazione cirrotica (vedi) del fegato, rischio 10 volte più elevato di sviluppare un tumore.

Donazione degli organi


Il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi e i tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo.
Grazie all’esperienza acquisita negli ultimi anni, il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita che nessun’altra terapia è in grado di garantire. Non tutti i pazienti che necessitano di trapianto possono riceverlo a causa dello scarso numero di donatori.
I donatori di organi sono persone di qualunque età, che muoiono in ospedale nelle Unità di Rianimazione, a causa di una lesione irreversibile al cervello (emorragie, trauma cranico, aneurisma), oppure muoiono a causa di un incidente stradale.
Gli organi che si possono prelevare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino; mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, i vasi sanguigni ecc.
Gli organi prelevati vengono trapiantati ai pazienti iscritti in lista d’attesa.
La selezione del ricevente è effettuata in base a criteri oggettivi e trasparenti (compatibilità clinica ed immunologia) che favoriscono la massima riuscita dell’operazione.
Ma come si presenta il corpo del donatore dopo l’espianto degli organi? Tale quesito è forse uno dei primi che si presentano nella mente del donatore o della famiglia che acconsente al prelievo, e rappresenta di fatto un timore legittimo perché si tende a pensare che, oltre a rivedere il cadavere, questo avrà un aspetto spaventoso a causa delle mutilazioni che gli verranno inferte durante l’operazione. Niente di tutto ciò; infatti, non avviene alcuna mutilazione o deturpazione che possa rendere la salma inguardabile o irriconoscibile.
È importante donare perché prelevando tessuti e organi da una persona deceduta, è possibile salvare la vita a qualcun altro o rendere migliore l’esistenza di malati affetti da patologie molto gravi.
Ricordate che ognuno di noi, un giorno potrebbe avere bisogno di essere curato tramite un trapianto.
Per tale motivo, diventate anche voi donatori perché donare un organo significa dare valore alla vita.
L' organizzazione più importante è:
L'A.I.D.O. (sito)

In Italia ci sono anche: l' A.D.O. e L'A.I.L.

La leucemia

La leucemia è un grave tumore,una malattia neoplastica dei progenitori delle cellule del sangue che provoca di solito un enorme aumento dei globuli bianchi. Questa neoplasia maligna (è il risultato della moltiplicazione incontrollata di cellule dell'organismo con tendenza alla distruzione del tessuto dal quale origina e di quelli a distanza, tramite la metastasi. Se non trattata, porta alla morte.) può colpire persone di ogni età. Il dilagare incontrollato dei globuli bianchi puo compromettere la milza e il fegato, causa una riduzione dei globuli rossi e delle piastrine, determinando così anemia, rischio di emorragie e possibili infezioni. Diverse sono le forme di leucemia; tra queste alcune sono definite acute, caratterizzate cioè da un inizio brusco e da un decorso anche fulminante. Altre sono dette croniche, con un decorso inizialmente lento e con pochi sintomi. Anche la forma cronica, di tipo mieloide, tuttavia, dopo alcuni anni passa inevitabilmente ad una fase simile all'acuta. Anche se alcuni fattori cominciano ad essere individuati,le cause che provocano questo tumore del sangue sono molteplici e ancora poco conosciute. Sino a non molti anni fa la leucemia lasciava poche speranze e aveva un esito quasi sempre mortale. Oggi invece crescono le possibilità di cura e di guarigione con il trapianto del midollo osseo.

venerdì 19 febbraio 2010

bellaaa raga

giovedì 18 febbraio 2010

Gli effetti dell'alcool sui neuroni

L'effetto dell'alcool sul sistema nervoso provoca vari problemi che possono causare danni irreparabili, l'assunzione in maniera smisurata di questa sostanza puo essere fatale. Ora elencherò le vari fasi che l'alcool provoca al cervello :

1)Neuropatia periferica: probabilmente legata a deficienza di tiamina (vitamina B1), dato che l'alcolista tende ad alimentarsi poco e male. Si manifesta con torpore, formicolio e parestesia agli arti
(vedi).

2)Degenerazione cerebellare: nel caso in cui la malnutrizione sia costante, si osserva una progressiva perdita dell'equilibrio nel soggetto, sia quando è fermo sia quando cammina. L'atrofia del cervelletto è chiaramente visibile effettuando una TAC o una risonanza magnetica.

3)Deficienze cognitive: molti alcolizzati sperimentano difficoltà di apprendimento per compromissione della memoria, sia a breve sia a lungo termine. Fortunatamente questo handicap scompare, dopo almeno un anno di astinenza, e il soggetto riacquista le sue normali facoltà mentali.

4)Sindromi psichiatriche: nell'alcolista possono manifestarsi depressione, ansia, allucinazioni uditive, illusioni paranoiche. Queste patologie possono persistere per diversi mesi, dopo che il paziente ha smesso di bere, e richiedono cure specifiche.

Prede e predatori

LA PREDAZIONE: è una relazione in cui intervengono due individui, la preda e il predatore. Il predatore è chi attacca, rincorre, cattura e uccide un altro individuo per un motivo ben preciso che è quello di cibarsi e nutrirsi. In genere il predatore è di dimensioni e di forza più grande rispetto alla preda. Noi esseri umani siamo predatori perché mangiamo cereali e carne, ossia altri individui. La preda è chi viene catturato e muore se non si è difeso fuggendo o mimitezzandosi. La difesa è attiva se la preda corre, si mimetizza e passiva come alcune trasformazioni di piante (ad esempio esistono piante che si confondono per sassi). Sia prede che predatori hanno adattamenti particolari alla circostanza, es. il ghepardo per cacciare corre velocemente, l’aquila reale ha una vista accentuata, robusti artigli e grandi ali.
Si parla di prede sia in campo animale che in campo vegetale. Perché un predatore possa esistere devono esistere delle prede. Un esempio di preda sono gli insetti per le piante carnivore, o il leone che caccia la gazzella per cibarsene.



http://www.giardinare.it/dionaea.gif

lunedì 15 febbraio 2010

Sport e genetica


La prestazione atletica dipende purtroppo, oltre che dal livello di allenamento, dalla predisposizione genetica che ci consente di realizzarla.
Se la genetica ci è contro, potremmo fare molto allenandoci ma di certo non potremmo diventare dei fuoriclasse (per lo stesso motivo per cui un mulo non diventerà mai un cavallo).
E' inutile confrontarsi con atleti professionisti la cui prestazione è superiore alla media per predisposizione genetica e/o, haimè, per uso di sostanze dopanti.
Tuttavia quello che è importante puntualizzare è che:
la
resistenza è la qualità fisica che si può migliorare di più con l'allenamento
la forza è la qualità fisica che migliora con maggiore velocità
molto più difficile e complicato risulta il miglioramento della velocità
La predisposizione genetica può incidere al massimo fino al 20-25% nella prestazione finale, ogni ulteriore incremento è dovuto solo ed esclusivamente all'allenamento.
E' inutile quindi giustificare cattive prestazioni con l'alibi della genetica e della predisposizione fisica, è molto più probabile che il motivo alla base dei nostri insuccessi sia da ricondurre ad un programma di allenamento sbagliato.